_

and then the Z came

_


“Recitar! Mentre preso dal delirio!Non so più quel che dicoe quel che faccio!Eppur è d’uopo sforzati!Bah! Sei tu forse un uom?Tu sei Pagliaccio!Vesti la giubbaE la faccia infarina.La gente paga e rider vuole qua.E se Arlecchin t’invola Colombina,ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!Tramuta in lazzilo spasmo ed il pianto;in una smorfia il singhiozzoe ‘l dolor! Ah!Ridi, Pagliaccio,sul tuo amore infranto.Ridi del duol che t’avvelena il cor.”

Recitar! Mentre preso dal delirio!
Non so più quel che dico
e quel che faccio!
Eppur è d’uopo sforzati!
Bah! Sei tu forse un uom?
Tu sei Pagliaccio!

Vesti la giubba
E la faccia infarina.
La gente paga e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi
lo spasmo ed il pianto;
in una smorfia il singhiozzo
e ‘l dolor! Ah!
Ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto.
Ridi del duol che t’avvelena il cor.”

_

those days of quitting music

_

"La danza degli spiriti era pacifica, ma i bianchi la interpretavano come il segnale di una grande insurrezione indiana. Chiesero aiuto all’esercito, ed alla fine molti disarmati danzatori, nella maggior parte donne e bambini, furono uccisi a Wounded Knee. Noi Indiani pensiamo che il popolo bianco avesse paura della danza degli spiriti perché aveva la coscienza sporca, avendo sottratto proprio pochi anni prima metà della restante terra indiana. La gente che ha la coscienza sporca vive nella paura e teme più di tutti coloro che ha offeso. Così fu con la danza degli spiriti.

[…] Quando il bianco cavallo udì gli spari, pensò di essere tornato nel circo durante lo spettacolo del Selvaggio West. Cominciò a danzare e ad impennarsi, a sedersi sulle sue cosce e ad alzare le zampe anteriori, a saltare intorno, a piegarsi, ad inchinarsi, a fare tutti gli esercizi che gli erano stati insegnati. In questo modo onorava il suo padrone morto, nel solo modo che conosceva. Tutti quelli che lo videro dissero che il cavallo era posseduto, wakan, nel modo degli spiriti, perché non era ferito malgrado avesse danzato attraverso una grandine di proiettili. Il bianco cavallo continuò a danzare per un po’ dopo che il combattimento era terminato e la scena insanguinata era silenziosa. Così Tatanka Iyotake, il grande Toro Seduto ed il suo cavallo bianco preferito entrarono nella leggenda del nostro popolo.”

da Il cavallo danzante di Tatanka Iyotake (Sioux Brule)

Raccontata da George Alce Aquila a Parmelee, Riserva Indiana del Rosebud, Sud Dakota, 1969. Registrata da Richard Erdoes.

"Nel 1890 la religione messianica della danza degli spiriti si estese alle tribù delle Pianure. Originata da una visione del profeta paiute Wovoka, ed annunciata da segni come una terrificante eclisse di sole, la danza degli spiriti fu una religione di disperazione. Diede la speranza ad un popolo al quale erano stati sottratti i suoi antichi territori di caccia e che stava morendo nelle riserve. I danzatori degli spiriti eseguivano una speciale danza in tondo, tenendosi per mano e cantando i canti della danza degli spiriti. Credevano che le loro casacche, dipinte con le immagini delle stelle, della luna e del sole, e delle gazze, li rendessero invulnerabili alle pallottole.I danzatori svenivano e cadevano in trance. Quando rinvenivano, dichiaravano di esser stati in una terra meravigliosa brulicante di buffali e di avervi incontrato i loro parenti morti da tempo. La danza degli spiriti, così diceva Wovoka, avrebbe cambiato il mondo, riportandolo com’era prima dell’arrivo dell’uomo bianco." Richard Erdoes/Alfonso Ortiz

_

M’ars, Alma Ares

_

«niente è il racconto, tutto sta nel come si porta»

_

in tal caso considererei l’opzione

_

(Source: gameraboy, via aliewa)