Same pictures, different eyes.

E comunque questo matrimonio non s’ha da fare.

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Cut.

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cinema, nuovo!

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2014, Ex Cinema Nuovo, Bergamo

FERRAMI AD AGOSTO, PATRICIA

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Pigre divinità e pigra sorte
cosa non faccio per incoraggiarvi,
quante occasioni con fatica vi offro
solo perché possiate rivelarvi!
A voi mi espongo e faccio vuoto il campo
e non per me, non è nel mio interesse,
solo per farvi esistere mi rendo
facile visibile bersaglio. Vi do
anche un vantaggio, a voi l’ultima mossa,
io non rispondo, a voi quell’imprevisto
ultimo tocco, rivelazione
di potenza e grazia: ci fosse un merito
sarebbe solo vostro. Perché io non voglio
essere fabbrica della fortuna
mia, vile virtù operaia che
mi annoia. Avevo altre ambizioni, sognavo
altre giustizie, altre armonie: ripulse
superiori, predilezioni oscure,
d’immeritati amori regalie.

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Pigre divinità e pigra sorte, Patrizia Cavalli, 2006

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"I’m not gonna die in 4/4 time"

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oh πενταλογία mia!
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una nuova profesiòn
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oh πενταλογία mia!

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una nuova profesiòn

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quadernini:

Mio padre non lavora

Mio padre ora non va a lavorare perché sta male e si alza alle 7.

Va a trovare il cartone per strada.

A mio padre famale la schiena e deve andare per forza a cercare il cartone.

quando ne ha trovato tanto, lo va a vendere

(Dal quaderno delle vacanze di un bambino di prima elementare, probabilmente di Genova, agosto 1984)

Sans Soleil, Chris Marker, 1983

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PAGARE LE TASSE MI INEBRIA Round #2
E mi dichiaro, con lasso ritardo, sbragando, ma sì che poi mi dichiaro anche io.
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PAGARE LE TASSE MI INEBRIA Round #2

E mi dichiaro, con lasso ritardo, sbragando, ma sì che poi mi dichiaro anche io.

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(via aliewa)

DrEAM House gets ReAl Step #1:

Detach intensely from those lovely stone stairs, they just end up in a room facing New Delhi’s noise pollution.

This place was a brothel in the ‘600. Nice.

This place used to have a secret tunnel leading to the opposite church. Nice.

But not enough.

Notify that to your graceful landlord, she’ll get over it, sure sure sure.

(Source: twindekes, via arvidabystrom)

米 米 米

“E così quando Cora Tull mi diceva che non ero una vera madre, pensavo a come le parole vanno su dritte in una linea sottile, rapida e innocua, e a come sia terribile che il fare proceda lungo la terra, rimanendoci aggrappato, così che dopo un po’ le due linee sono troppo distanti perché la stessa persona possa passare da una all’altra; e che peccato, amore e paura sono soltanto dei suoni che gente che non ha mai peccato né amato né avuto paura ha per quello che non ha mai avuto e non potrà avere fintanto che non si dimenticherà delle parole. Come Cora, che non ha mai saputo neanche cucinare.

Mi diceva quello che dovevo ai miei figli, a Anse e a Dio. A Anse ho dato i figli. Io non avevo mai chiesto di averli. Non gli avevo neanche mai chiesto quello che avrebbe potuto darmi: il non-Anse. Quello era il mio dovere verso di lui, di non chiederglielo, e quel dovere l’ho compiuto. Io ero lui; lui, lo lasciavo essere la forma e l’eco della sua parola. Questo era più di quanto lui stesso chiedesse, perché non avrebbe potuto chiederlo e essere Anse, servendosi di sé con una parola.

E poi morì. Non sapeva di essere morto. Giacevo accanto a lui nell’oscurità, udendo la terra oscura che parlava del peccato di Dio; udendo l’amore e la Sua bellezza e il Suo peccato; udendo l’oscura assenza di voce nella quale le parole sono i fatti, e le altre parole che non sono fatti, che sono soltanto gli interstizi nei vuoti della gente, che scendevano giù come i gridi delle anatre selvatiche che uscivano dalla selvaggia oscurità in quelle terribili notti di un tempo, cercando di afferrare i fatti come degli orfani ai quali vengano indicati due visi in una folla e venga detto: Quello è tuo padre, quella tua madre.”

 Mentre morivo, William Faulkner, 1930